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La patata Sieglinde del Salento: tradizione, innovazione e prospettive di mercato
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Contributi inseriti negli Atti del Convegno
Si comunica che l'elenco dei Contributi che saranno inseriti negli Atti del Convegno è disponibile cliccando sulla voce "Contributi Atti del Convegno" presente nel menù principale.
 
Benvenuti all'VIII Congresso Nazionale "La BiodiversitÓ - una risorsa per sistemi multifunzionali"

L'evoluzione del rapporto uomo-ambiente è diventato, negli ultimi tempi, insostenibile per l'utilizzo distorto ed eccessivo delle risorse. D'altra parte, la riduzione dell'estensione di molti ecosistemi naturali, ad opera dell'uomo, in concomitanza con i sempre più evidenti cambiamenti climatici, ha determinato una riduzione della biodiversità mediante l'estinzione di diverse specie e/o la forte riduzione della variabilità genetica intraspecifica che sta alla base delle capacità di adattamento delle specie alle mutate condizioni ambientali, a nuovi patogeni e/o malattie, ecc. Inoltre, lo stesso sfruttamento produttivo del germoplasma di poche specie con la conseguente diffusione su larga scala di cultivar e razze con ristretta base genetica hanno portato ad un notevole impoverimento della biodiversità ed una continua erosione delle risorse genetiche. Parallelamente, ed in conseguenza di ciò, è cresciuto fortemente l'interesse alla conservazione delle risorse genetiche per diverse specie di interesse agronomico, forestale, zootecnico, microbico al fine di preservare genotipi e pool genici potenzialmente utili in processi produttivi perseguibili sia con i metodi tradizionali sia con le più moderne tecnologie. La ridotta diversificazione "colturale" può comportare anche un appiattimento "culturale" se si considera l'effetto della globalizzazione delle abitudini alimentari, da cui consegue una perdita di tradizioni locali e popolari, di usi e costumi associate a specie, ormai, sempre meno coltivate ed allevate. La salvaguardia della biodiversità non riguarda soltanto gli ambienti primari, formatisi attraverso milioni di anni, ma anche gli ambienti naturali secondari o seminaturali nati dall'azione dell'uomo durante i secoli o anche i decenni; a quest'ultima categoria appartengono i campi "vecchio stile", quelli cioè con le comunità segatali o messicole e le aree rurali. Proprio queste aree sono quelle in cui le risorse ambientali sono maggiormente diffuse sia nelle diverse componenti dei sistemi naturali sia nei sistemi biologici modificati dall'uomo. Pertanto, la biodiversità portando in sé valori e benefici eterogenei - economici, ambientali, socioculturali non sempre facilmente separabili - può essere una risorsa funzionale allo sviluppo; questa simbiosi fra necessità ambientali, economiche e socioculturali nel territorio è spesso valorizzata con le risorse locali, specialmente quelle agroalimentari e naturali che sono il risultato della varietà animale e vegetale (biodiversità) presente e che caratterizza ogni territorio. La biodiversità è, perciò, una risorsa importante per lo sviluppo e il suo futuro dipende dalle dinamiche che interessano queste aree. In questa prospettiva, è fondamentale il contributo che le diverse "politiche" a favore di questi territori possono dare nel sostenere l'avvio di processi di sviluppo finalizzati non solo alla conservazione e alla salvaguardia della biodiversità ma a promuoverne la valorizzazione attraverso un uso sostenibile dal punto di vista ambientale, economico e sociale.

Le norme e le direttive della Comunità Europea insieme alla globalizzazione pongono tra le problematiche prioritarie: salute, ambiente, agricoltura biotecnologie ed energia, determinando una crisi d'identità in numerose aziende agricole per le scelte che sono chiamate a compiere sugli ordinamenti colturali. A queste problematiche può essere fornito un solo tipo di soluzione: lo sviluppo di sistemi multifunzionali, il cui fattore strategico deve essere una concezione innovativa di biodiversità da intendere non solo come banca di specie e biotipi da utilizzare tal quale nelle produzioni di nicchia, ma come vero e proprio "giacimento di geni". Un nuovo concetto che ben si inserisce in un modello di sviluppo biotecnologico tendente a valorizzare, tramite la conoscenza delle pathway metaboliche, il gene o i geni implicati, per l'ottenimento di biotipi con potenziali finalità alimentari, ambientali, turistiche, agroindustriali ed energetiche. Infatti, l'uomo del ventunesimo secolo spera di ottenere gli strumenti per diversificare l'uso del territorio, realizzare un'agricoltura ecocompatibile, avviare la sostituzione delle fonti energetiche fossili con altre rinnovabili, ottenere molecole farmacologicamente attive contro le nuove malattie, monitorare e risanare il territorio mediante biomonitors, bioaccumulatori, biodepuratori, ecc.

Affinché la biodiversità sia effettivamente utilizzata quale risorsa per lo sviluppo, globale e territoriale, sono necessari idonei "strumenti" capaci di innescare un processo di innovazione culturale che ponga la salvaguardia dell'ambiente e l'uso sostenibile delle risorse come una modalità di comportamento e d'azione condiviso. La "lezione" da imparare dalla biodiversità è la cooperazione, non la concorrenza: il grande dipende dal piccolo, e non può sopravvivere se lo stermina.

L'VIII Convegno sulla Biodiversità, l'unico in Italia che coinvolge le più significative e diversificate aree di ricerca sulla biodiversità, vuole essere, come nei precedenti Convegni, un momento di analisi, di confronto e di trasparenza sulle proposte delle ricerche in atto, di soggetti pubblici e privati già coinvolti e/o motivati da una comune volontà di forte interazione, per la creazione di filiere basate su una reale condivisione della necessità di fare sistema di uno sviluppo diversificato, sostenibile ed occupazionale.

 

PRINCIPALI AREE TEMATICHE DEL CONVEGNO
1.    Biodiversità e Bioenergia
2.    Biodiversità, Ambiente e Salute
3.    Biodiversità e Alimentazione
4.    Valore Estetico della Biodiversità
5.    Erosione della Biodiversità
6.    Produzioni Tipiche

 

SEDE DEL CONVEGNO
Hotel TIZIANO e dei CONGRESSI
Viale Porta d'Europa, 73100 LECCE
Tel 0832 272111, fax 0832 272841
www.grandhoteltiziano.it

 

 

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